Tumore al seno - Cause-Sintomi-Trattamento

 Prof. Massimo Vergine

Chirurgo senologo Breast Unit

Responsabile UOC Chirurgia della mammella

Policlinico Umberto I-Roma

Il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nella donna. Dalle ultime stime circa 45-50.000 donne in Italia vengono colpite ogno anno dal tumore al seno :1 una donna su 9 può essere interessata nell'età che va dai 50 ai 70 anni. 

Nonostante questi alti numeri comunque il tumore al seno ha la più alta percentuale di guarigione. Circa il 90% ha una sopravvivenza oltre i 5 anni dalla cura del tumore. 

Quali sono i Fattori di rischio nel tumore della mammella ?

La ricerca ha dimostrato che i seguenti fattori contribuiscono ad aumentare il rischio di sviluppare un tumore al seno nel corso degli anni.

Anamnesi di tumore della mammella.

Per le donne che hanno gia avuto un cancro al seno il rischio di recidiva è maggiore.

Modificazioni genetiche nel tumore del seno

Cambiamenti che interessano alcuni geni (BRCA1, BRCA2 ed altri) rendono le donne piu vulnerabili al carcinoma mammario. In famiglie in cui diversi membri di sesso femminile siano stati colpiti dalla malattia, test genetici sono in grado di dimostrare se una donna ha subito specifiche modificazioni genetiche che ne accrescono la predisposizione a sviluppare il cancro.

Circa il 10%dei carcinomi della mammella è collegato a mutazioni genetiche e almeno il 5% di questi casi derivano da una predisposizione ereditaria della malattia.

La forma ereditaria è clinicamente simile alla forma sporadica, ma inizia più precocemente, e talvolta può sviluppare tumori primari multipli, come ad esempio il tumore dell'ovaio.

I geni nei quali le mutazioni hanno un ruolo sia nella forma genetica che in quella spoaradica sono:

  • BRCA1
  • BRCA2
  • BRCA- 3
  • P53
  • Erb -2

I geni maggiormente coinvolti sono il Brca1 e il Brca2, rispettivamente localizzati rispettivamente sui cromosomi 17 e 13.

L'ereditarietà in queste famiglie segue lo schema mendeliano , per cui i figli di una portatrice sana hanno il 50% di probabilità di ereditare il gene mutato.

Le donne portatrici di una mutazione del gene BRCA1 appartenenti a famiglie ad alto hanno un rischio di sviluppare un carcinoma mammario nel corso della loro vita dell'80-90%.

Anche il gene BRCA2 sembra avere un rischio cumulativo di carcinoma mammario simile al BRCA2 ma a differenza di quest'ultimo aumenta il rischio di tumore mammario anche nei portatori maschi.

 • Storia familiare di carcinoma mammario.

Il rischio per una donna di sviluppare il tumore al seno è maggiore se la propria madre, sorella, figlia o altri membri femminili della famiglia, ad esempio cugine, ne sono state colpite, specie se in giovane età.

Fattori Ormonali :  Il carcinoma della mammella è una patologia maligna prevalentemente  ormono-dipendente.Tra gli ormoni riproduttivi sono coinvolti ormoni estrogeni e progestinici che giocano un ruolo di primaria importanza, mentre prolattina ed androgeni hanno un importanza secondaria.

Gli estrogeni stimolano la crescita e la proliferazione del sistema duttale e sembrano aumentare il rischio di carcinoma della mammella proprio per questa capacità di stimolare laproliferazione degli elementi indifferenziati. I progestinici inducono sia la crescita che la proliferazione , ma hanno una valenza protettiva.

Gli androgeni inibiscono la proliferazione e hanno anche essi una valenza protettiva.

La prolattina non ha un rischio di stimolare il tumore.

Modificazioni mammarie .

Chi ha avuto una diagnosi di iperplasia atipica o di carcinoma lobulare in situ (CLIS), e maggiormente soggetta ad ammalarsi di cancro.

Altri fattori associati ad un maggior rischio di carcinoma mammario comprendono:

Densita della mammella.

Le donne di eta superiore ai 45 anni per le quali la mammografia abbia evidenziato almeno un 75% di tessuto denso sono maggiormente a rischio.

Una mammella densa contiene numerose ghiandole e legamenti che rendono piu difficoltosa l'identificazione di un tumore; in piu, lo stesso tessuto denso e associato ad un'aumentata possibilita di carcinoma mammario.

Radioterapia nel tumore del seno

Le donne sottoposte a radiazioni durante l'infanzia, specialmente per il trattamento del morbo di Hodgkin, hanno maggiori probabilita di sviluppare un tumore della mammella nel corso della vita. Secondo alcuni studi, piu bassa e l'eta in cui si e ricevuta la terapia radiologica, piu tale rischio aumenta.

Le radiazioni sono una causa ben documentata di insorgenza di carcinoma della mammella. Sembra infatti influenziono gli stadi precoci della carcinogenesi danneggiando il DNA attraverso diversi tipi di mutazioni

Il carcinoma indotto da radiazioni è caratterizzato da un periodo di latenza di circa 10-15 anni. generelmente le donne più a rischio sono quelle che sono state sottoposte a radioterapia prima dei 30 anni.

Gravidanze tardive.

Le donne che hanno avuto figli dopo i 30 anni sono piu' soggette a rischio di quelle che hanno partorito in giovane età. 

Come messo in evidenza da studi epidemiologici tra le nullipare il rischio è maggiore che tra le donne che hanno avuto più  figli.

 Abitudini Alimentari e tumore del seno

Il ruolo della dieta nella patogenesi del carcinoma della mammella è ancora molto dibattuto. si stanno ancora approfondendo gli studi su alcune cause predisponenti che possono essere:

  • Abuso di alcolici
  • Cibi ad elevato tenore di grassi animali
  • Caffeina

Anche se ancora non ci sono prove certe comunnque si è notato una certo aumento di tumori alla mammella in soggetti che fanno abuso di tali alimenti. Un interesse è stato indotto dal fatto tra la correlazione obesità-postmenopausa. L'obesità nel post-menopausa raddoppia il rischio di carcinoma deella mammella.

Le donne in sovrappeso hanno un aumento nell'incidenza di carcinoma della mammella deopo la menopausa, dovuto al fatto  che il maggior sito di produzione di estrogeni è il tessuto adiposo che in esse è maggiormente rappresentato

L'assunzione di una dieta ricca di vegetali, frutta,vitamina C, alfa-tocoferolo, beta-carotene e fibre sembra diminuire l'incidenza di tumore alla mammella.

Attività fisica e tumore del seno

 L'attività fisica sembra diminuire il rischio di un tumore mammario, come osservato in atlete che fanno molta attività fisica a livello agonistico, ma in parte anche in quelle donne che fanno attività a livello non agonistico.

Inoltre la riduzione del rischio sembrerebbe maggiore in premenopausa che in postmenopausa. L'ipotesi attuale è che  l'attività fisica riduca il rischio di tumore mammario con un meccanismo che va ad inibire  la secrezione di estrogeni e progestinici e riducendo la lunghezza della fase luteale e favorendo l'anovulatorietà, il menarca ritardato e l'amenorrea secondaria .

Altri possibili soggetti a rischio sono le donne che hanno avuto la prima mestruazione in eta precoce (prima dei 12 anni), quelle in cui la menopausa si e manifestata tardivamente (dopo i 55 anni), chi non ha mai avuto figli, oppure chi si e sottoposta a terapia ormonale sostitutiva o ha fatto uso di contraccettivi orali, ad alta percentuale estrogena e bassa concentrazione progestinica, per lunghi periodi di tempo. Ognuno di questi fattori prolunga l'esposizione dell'organismo femminile all'azione degli estrogeni, incrementando il pericolo di insorgenza di tumore mammario. E' comunque importante rilevare che gli attuali contraccetivi sono a basso conenuto estrogenico e quindi sono considerati a basso rischio, ovvero non pericolosi.                                                                                                  

SINTOMI del Tumore del seno

I primi sintomi del tumore della mammella di solito compaiono come un'area  nodulare nel contesto del tessuto mammario:occasionalmente può essere presente anche un nodulo all’ascella omolaterale

Altri sintomi del tumore alla mammella  includono:

  • dolore alle ascelle o al seno che non cambia con il ciclo mensile
  • arrossamento della pelle del seno, simile alla superficie di un'arancia
  • Un erosione  cutanea intorno o su uno dei capezzoli
  • secrezione da un capezzolo, talvolta contenente sangue
  • un capezzolo introflesso
  • un cambiamento nelle dimensioni o nella forma del seno

La maggior parte dei noduli al seno  non sono cancerosi. Tuttavia, le donne dovrebbero consultare  un medico per un esame se notano un nodulo sul seno.

Stadi del tumore al seno

Esistono diversi modi per classificare  il cancro al seno. Un modo è dallo stadio 0–4, con categorie suddivise in ogni stadio numerato. Le descrizioni dei quattro stadi principali sono elencate di seguito, anche se il sottoscala specifica di un tumore può anche dipendere da altre caratteristiche specifiche del tumore, come lo stato del recettore HER2.

  • Stadio 0: noto come carcinoma duttale in situ (DCIS), le cellule sono limitate all'interno dei dotti e non hanno invaso i tessuti circostanti.
  • Fase 1: in questa fase, il tumore misura fino a 2 centimetri (cm) di diametro. Non ha interessato alcun linfonodo o ci sono piccoli gruppi di cellule tumorali nei linfonodi.
  • Fase 2: il tumore ha una dimensione di 2 cm e ha iniziato a diffondersi ai linfonodi vicini, oppure ha una larghezza di 2–5 cm e non si è diffuso ai linfonodi.
  • Fase 3: il tumore è largo fino a 5 cm e si è diffuso a diversi linfonodi o il tumore è più grande di 5 cm e si è diffuso ad alcuni linfonodi.
  • Stadio 4: il tumore si è diffuso ad organi distanti, molto spesso alle ossa, al fegato, al cervello o ai polmoni.

Cause del tumore alla mammella

 Dopo la pubertà il seno di una donna è costituito da grasso, tessuto connettivo e migliaia di lobuli. Queste sono piccole ghiandole che producono latte per l'allattamento. Piccoli dotti trasportano il latte verso il capezzolo.

 Il cancro provoca la moltiplicazione incontrollata delle cellule. Non muoiono al solito punto del loro ciclo di vita. Questa eccessiva crescita cellulare provoca il cancro perché il tumore utilizza sostanze nutritive ed energia e priva le cellule circostanti.

 Il tumore della mammella di solito inizia nel rivestimento interno dei dotti del latte o dei lobuli che forniscono loro latte. Da lì, può diffondersi ad altre parti del corpo.

Protesi estetiche e carcinoma mammario

 Una revisione del 2013 rilevato che le donne con protesi mammarie inserite per motivi estetici che hanno ricevuto una diagnosi di cancro al seno avevano anche un rischio maggiore di sviluppare  malattia.

Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che gli impianti mascherano il cancro durante lo screening o perché gli impianti provocano cambiamenti nel tessuto mammario.

Tuttavia, una recensione del 2015 pubblicata su Aesthetic Surgery Journal ha scoperto che la chirurgia estetica della protesi mammaria non ha aumentato il rischio di cancro al seno.

Gli scienziati devono svolgere ulteriori ricerche per confermare il collegamento.

Tipi di tumore alla mammella

Esistono diversi tipi di tumore al seno, tra cui:

  • Carcinoma duttale: inizia nel dotto del latte ed è il tipo più comune.
  • Carcinoma lobulare: questo inizia nei lobuli.

Il carcinoma mammario invasivo si verifica quando le cellule tumorali si moltiplicano all'interno dei lobuli o dei dotti e invadono il tessuto vicino. Ciò aumenta la possibilità che il tumore  si diffonda ad altre parti del corpo.

Il carcinoma mammario non invasivo si sviluppa quando il tumore rimane all'interno del suo luogo di origine e non si è ancora diffuso. Tuttavia, queste cellule a volte possono progredire verso il carcinoma mammario invasivo.

Diagnosi del tumore alla mammella

Un medico diagnostica spesso il carcinoma mammario a seguito di screening di routine o quando una donna si reca dal proprio medico dopo aver rilevato i sintomi.

Numerosi test diagnostici e procedure aiutano a confermare una diagnosi.

Esame del seno (visita senologica)

Durante l'esame clinico , potrebbe essere necessario sedersi o stare in piedi con le braccia in posizioni diverse, ad esempio sopra la testa o ai lati.

Mammografia: questo è un tipo di radiografia che i medici comunemente usano durante uno screening iniziale del carcinoma mammario. Produce immagini che possono aiutare un medico a rilevare eventuali calcificazioni o anomalie.

Ecografia mammaria : questa scansione utilizza onde ad ultrasuoni per aiutare un medico a distinguere tra una massa solida e una ciste piena di liquido. Può essere detrminante per confermare il sospetto di un tumore e darne le esatte dimensioni

Risonanza magnetica : la risonanza magnetica nuclear (RMN ) combina diverse immagini del seno per aiutare un medico a identificare il cancro o altre anomalie.

Un medico può raccomandare una risonanza magnetica come follow-up di una mammografia o di un ecografia  . I medici a volte li usano come strumento di screening per le persone a maggior rischio di cancro al seno.

Biopsia del tumore della mammella

In una biopsia, il medico estrae un campione di tessuto e lo invia per analisi di laboratorio.

Questo mostra se le cellule sono cancerose. Se lo sono, una biopsia indica quale tipo di tumore si è sviluppato, incluso se il tumore è o meno sensibile agli ormoni.

La diagnosi comporta anche la stadiazione del cancro per stabilire:

  • le dimensioni di un tumore
  • fino a che punto si è diffuso
  • che sia invasivo o non invasivo

La stadiazione fornisce un quadro delle possibilità di guarigione di una persona e del loro corso ideale di trattamento.

Trattamento del tumore alla mammella

Il trattamento dipenderà da diversi fattori, tra cui:

il tipo e lo stadio del cancro

la sensibilità della persona agli ormoni

l'età, la salute generale e le preferenze dell'individuo

Le scelte di un trattamento per un tumore del seno andranno su:

  • chirurgia
  • terapia biologica o terapia farmacologica mirata
  • terapia ormonale
  • chemioterapia
  • Radioterapia
     

I fattori che influenzano il tipo di trattamento di una persona comprendono lo stadio del cancro, altre condizioni mediche e le loro preferenze individuali.

Chirurgia del tumore della mammella

Se è necessario un intervento chirurgico, il tipo dipenderà sia dalla diagnosi che dalle preferenze individuali. I tipi di chirurgia includono:

Lumpectomia o tumorectomia : comporta la rimozione del tumore e una piccola quantità di tessuto sano attorno ad esso.

Una lumpectomia può aiutare a prevenire la diffusione del cancro. Questa può essere un'opzione se il tumore è piccolo e facile da separare dal suo tessuto circostante.

Mastectomia: una semplice mastectomia  comporta la rimozione di lobuli, dotti, tessuto adiposo, capezzolo, areola e un po 'di pelle. In alcuni tipi, un chirurgo rimuoverà anche i linfonodi e il muscolo nella parete toracica.

Quadrantectomia :asportazione di una porzione o dell'intero quadrante coinvolto dalla presenza del tumore mammario

Biopsia del linfonodo  sentinella: se il carcinoma mammario raggiunge il linfonodo sentinella, che è il primo linfonodo  in cui un tumore può diffondersi, può accadere di diffondersi ad altri linfonodi e da questi  in altre parti del corpo attraverso il sistema linfatico. Se il medico non trova il tumore nel linfonodo  sentinella, di solito non è necessario rimuovere i linfonodi ( linfectomia) rimanenti.

Dissezione linfonodale ascellare: se un medico trova cellule tumorali nei linfonodo sentinella , può raccomandare di rimuovere diversi linfonodi sotto l'ascella. Ciò può impedire la diffusione del cancro.

Ricostruzione postmastectomia: dopo la mastectomia, un chirurgo può ricostruire il seno per apparire più naturale. Questo può aiutare una persona a far fronte agli effetti psicologici della rimozione del seno.

Il chirurgo può ricostruire il seno contemporaneamente all'esecuzione di una mastectomia o in un secondo momento. Possono usare una protesi mammaria o un tessuto proveniente da un'altra parte del corpo.

Radioterapia del tumore della mammella

Una donna  può sottoporsi a radioterapia circa un mese dopo l'intervento chirurgico. Le radiazioni coinvolgono il tumore con dosi controllate di radiazioni che uccidono le cellule tumorali rimanenti.

Chemioterapia nei tumori della mammella

Un medico può prescrivere farmaci chemioterapici citotossici per uccidere le cellule tumorali se esiste un alto rischio di recidiva o diffusione. Quando una persona ha la chemioterapia dopo l'intervento chirurgico, i medici la chiamano chemioterapia adiuvante.

A volte, un medico può scegliere di somministrare la chemioterapia prima dell'intervento chirurgico per ridurre il tumore e renderne più semplice la rimozione. I medici chiamano questa chemioterapia neoadiuvante.

Ormonoterapia del tumore al seno

 Terapia di blocco ormonale per prevenire il ritorno dei tumori al seno sensibili agli ormoni dopo il trattamento. La terapia ormonale può essere usata per trattare i tumori positivi per il recettore per estrogeni (ER) e per i recettori per progesterone (PR).

Di solito somministrano la terapia con blocco ormonale dopo l'intervento chirurgico, ma a volte potrebbero usarlo in anticipo per ridurre il tumore.

La terapia con blocco dell'ormone può essere l'unica opzione per le persone che non sono candidati idonei per chirurgia, chemioterapia o radioterapia.

I medici possono raccomandare a una persona di sottoporsi a terapia ormonale per 5-10 anni dopo l'intervento chirurgico. Tuttavia, il trattamento non influenzerà i tumori che non sono sensibili agli ormoni.

Esempi di farmaci per la terapia del blocco ormonale possono includere:

  • tamoxifene
  • inibitori dell'aromatasi
  • ablazione o soppressione ovarica

   Il trattamento ormonale può influire sulla fertilità.

  Trattamento biologico

I farmaci mirati possono distruggere specifici tipi di cancro al seno. Esempi inclusi:

  • trastuzumab (Herceptin)
  • lapatinib (Tykerb)
  • bevacizumab (Avastin)

I trattamenti per la mammella e altri tumori possono avere effetti avversi gravi. Quando si decide su un trattamento, le persone dovrebbero discutere i potenziali rischi con un medico e cercare modi per ridurre al minimo gli effetti collaterali.

Il futuro di una donna con diagnosi di tumore al seno

Le prospettive di una persona con carcinoma mammario dipendono dalla stadiazione. La diagnosi precoce e il trattamento di solito portano a una prospettiva positiva.

Secondo l'ACS, una persona che riceve un trattamento per il carcinoma mammario in stadio 0 o stadio 1 ha una probabilità del 99% di sopravvivere per almeno 5 anni dopo la diagnosi, rispetto alle donne che non hanno il cancro.

Se il carcinoma mammario raggiunge lo stadio 4, la possibilità di sopravvivere per altri 5 anni si riduce a circa il 27%.

Controlli e screening regolari possono aiutare a rilevare precocemente i sintomi del tumore del seno.

Screening regolare

Esistono diverse linee guida per la frequenza con cui le donne dovrebbero sottoporsi allo screening del cancro al seno.

L'American College of Physicians (ACP) raccomanda  donne di età compresa tra 40 e 49 anni con un rischio medio di carcinoma mammario di discutere i benefici e i rischi di screening regolari con un medico.

Tra 50 e 74 anni, le donne che hanno un rischio medio dovrebbero sottoporsi a screening ogni 2 anni. Oltre i 75 anni, i medici raccomandano solo screening per donne con un'aspettativa di vita di 10 o più anni.

Le linee guida sugeriscono  che le donne a rischio medio possono scegliere di sottoporsi a scansioni annuali dall'età di 40 anni in poi. Coloro che non lo hanno fatto dovrebbero iniziare lo screening annuale a 45 anni. Possono decidere di passare alle proiezioni ogni due anni quando raggiungono i 55 anni.

L'American College dei Radiologi  raccomandano una mammografia  , a partire dai 40 anni.

Nonostante le diverse raccomandazioni, la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che le donne dovrebbero parlare con i loro medici dello screening del carcinoma mammario dai 40 anni in poi.

Prevenzione del tumore al seno

Non c'è modo di prevenire il cancro al seno. Tuttavia, alcune decisioni sullo stile di vita possono ridurre significativamente il rischio di cancro al seno e altri tipi.

Questi includono:

  • evitare un consumo eccessivo di alcol
  • seguire una dieta salutare contenente molta frutta e verdura fresca
  • fare abbastanza esercizio fisico
  • mantenere un indice di massa corporea nella norma

 

Appuntamento per Visita senologica

 

                  Prof. Massimo Vergine

       Responsabile Unità Operariva Complessa della CHIRURGIA DELLA MAMMELLA

 

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Prof. Massimo Vergine iscritto 
all'ordine dei medici e chirurghi di Roma 
(n° iscrizione 38248) 
Si dichiara che il messaggio informativo e diramato nel rispetto delle linee guida dell'ordine dei medici di Roma